Anakoinosis: un percorso terapeutico antitumorale che fa sperare

31 Luglio 2019
Anakoinosis

All’Università di Tor Vergata continuano le ricerche della Professoressa Lina Ghibelli sulla terapia Anakoinosis

 

La professoressa Lina Ghibelli, docente di Nano-biotecnologie e ricercatore al Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata, continua senza tregua la sua ricerca sulla terapia “Anakoinosis”, messa a punto dal Prof. Albrecht Reichle del Dipartimento di Ematologia e Oncologia dell’Università  di Regensburg in Germania, nella speranza che questi studi possano approdare a risultati efficaci contro il cancro.

 

“L’anakoinosis  – afferma  Ghibelli –   si propone  come un potenziale nuovo paradigma nelle terapie anticancro, con una diversa strategia che potrebbe portare a un effetto antitumorale duraturo perché basata sul principio della rieducazione dei tessuti, invece che puntare all’eliminazione delle cellule “sbagliate”.

L’induzione di anakoinosi come terapia antitumorale mira proprio a interferire sugli aberranti meccanismi comunicativi che si stabiliscono tra i tessuti tumorali e l’organismo, per ristabilire la corretta comunicazione che porterà alla regressione del tumore attraverso modalità fisiologiche. Una metodologia che di fatto rivoluziona il paradigma delle classiche terapie farmacologiche che mirano all’uccisione delle cellule tumorali, terapie a cui tutt’oggi ci affidiamo e il cui effetto terapeutico spesso non è risolutivo.

Al seguente link si può accedere ad un’intervista approfondita con la Prof.ssa Ghibelli in vista del prossimo congresso internazionale  Anakoinosis che si terrà a Roma nel maggio 2020 e al quale parteciperanno scienziati da tutto il mondo tra i quali il Prof. Reichle stesso, il Prof. C. Gerner dell’Università di Vienna, la dr.ssa G. Piaggio dell’Istituto Regina Elena di Roma, il dr. P. Pantziarka di Anticancer Fund, Belgio, il Prof. E. Traversa, ora Attaché Scientifico all’Ambasciata Italiana a Tokyo.

 

Fonte: Labozeta

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