Bonifiche a Taranto: presentato piano monitoraggio ambientale

14 Luglio 2020
Taranto

Sono 592 le stazioni di monitoraggio all’interno dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola), per verificare lo stato di inquinamento delle acque superficiali, di quelle sotterranee, del mare e del suolo

 

E’ quanto prevede il Piano di Monitoraggio per l’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale di Taranto, presentato a inizio mese dal Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli, con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto.

L’obiettivo è “quello di fornire al territorio – è stato spiegato – uno strumento essenziale per valutare gli effetti delle attività di bonifica e ambientalizzazione in atto e sull’evoluzione del quadro relativo alla qualità dell’ambiente, acquisendo in tempo reale dati scientificamente validi che potranno essere di supporto alle decisioni da assumere con riferimento, per esempio, all’attuazione di ulteriori interventi strutturati”.

L’attuazione del «Sistema di Monitoraggio», finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, vede la partecipazione diretta, mediante accordi di collaborazione istituzionale, dell’Arma dei Carabinieri – Nas, Noe e Comando Provinciale di Taranto – e dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino, intervenuto in rappresentanza della Regione Puglia, ha sottolineato che “Taranto, dopo decenni in cui ha subìto un inaccettabile ricatto tra lavoro e tutela della salute, ha bisogno, ora, di ripensare il suo futuro attraverso un nuovo modello di sviluppo sostenibile che garantisca crescita economica e buona occupazione, senza pregiudicare l’ambiente e le risorse naturali». In questo contesto «è però imprescindibile – ha concluso – che vengano compiutamente realizzati gli interventi di bonifica e riqualificazione in atto e in questa direzione la Regione Puglia, apprezzando iniziative come quella del Piano di Monitoraggio presentato oggi, continuerà a collaborare con il Commissario Straordinario Vera Corbelli sostenendo l’importante lavoro che sta realizzando, al fianco delle istituzioni del territorio, per rilanciare Taranto e tutta l’area jonica».

Un «mega cervellone informatico” riceverà le informazioni dagli oltre 500 siti o stazioni mobili e fisse di monitoraggio nell’area di crisi ambientale di Taranto e dai laboratori di analisi e li incrocerà e rielaborerà fornendo informazioni sulla qualità delle acque e dei suoli e dei sedimenti. Lo ha spiegato il Commissario Straordinario per la Bonifica di Taranto, Vera Corbelli, presentando  il “Sistema di Monitoraggio» finalizzato alla tutela delle risorse ambientali ed alla sicurezza per la salute umana, che vede la partecipazione diretta dell’Arma dei Carabinieri e dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’Istituto Superiore di Sanità – ha detto il presidente Silvio Brusaferro, intervenendo al seminario di presentazione svoltosi presso il comando Carabinieri Nas a Roma – collaborerà al piano integrato di monitoraggio ambientale di acqua e suolo dell’area di Taranto. E’ una parte degli altri accordi che sono in atto per fare di Taranto un modello dove la scienza, la tecnologia, le migliori risorse del Paese, nell’analisi dei fattori di rischio, trovano anche gli spunti e le risorse per superarli e farli diventare un’opportunità di crescita per il nostro Paese”.

L’esperienza di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale – ha aggiunto il sottosegretario all’Ambiente, Roberto Morassut – ci richiama la necessità di un approccio sì complesso ma integrato e multidisciplinare. Ma questo è anche il modo in cui deve lavorare la pubblica amministrazione. Il lavoro fatto a Taranto dal commissario Vera Corbelli è un modello anche per altre realtà italiane”.

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