Chirurgia mini-invasiva per emicrania e cefalee

11 Dicembre 2018
chirurgia mini-invasiva

Pubblicato sulla rivista internazionale uno studio del prof. Edoardo Raposio, docente di Chirurgia Plastica all’Università di Parma e responsabile della struttura di Chirurgia della cute e degli annessi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria

 

Su “Plastic and Reconstructive Surgery”, rivista di riferimento internazionale di Chirurgia plastica, è stato pubblicato uno studio su storia, evoluzione e fondamenti della chirurgia mini-invasiva per la cura dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive: una tecnica sempre più utilizzata a livello internazionale con buoni risultati.

Il lavoro è frutto della collaborazione fra Edoardo Raposio, docente di Chirurgia plastica all’Università di Parma e responsabile della Struttura di Chirurgia della Cute ed annessi, mininvasiva, rigenerativa e plastica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, William Austen, Direttore della Chirurgia Plastica dell’Università di Harvard, e i suoi collaboratori.

“Recenti teorie relative alla patogenesi dell’emicrania e delle cefalee muscolo-tensive – spiega il prof Raposio – hanno ipotizzato che queste, in molti casi, possano essere correlate a un meccanismo di ipereccitabilità e infiammazione neuronale dovuto alla compressione di alcuni nervi periferici cranio-facciali da parte di strutture vascolari o muscolari circostanti, e che questi trigger points o punti scatenanti possano essere eliminati mediante un intervento chirurgico mini-invasivo”.

 

Questa tecnica chirurgica, effettuata in anestesia locale con sedazione, indolori, consiste nella liberazione mini-invasiva di alcuni nervi, la cui irritazione causa l’insorgenza degli attacchi. Le principali terminazioni nervose interessate possono essere localizzate, a seconda dei casi, nella zona occipitale alla base del collo, causa della cosiddetta “cervicale”, nella regione frontale in prossimità delle sopracciglia, o nelle regioni temporali in corrispondenza delle tempie. Tale approccio è utilizzato solo quando l’emicrania o la cefalea sono farmaco-resistenti, oppure quando la terapia farmacologica causa effetti collaterali così importanti da renderla poco sopportabile ai pazienti trattati.

“Nell’80% dei pazienti affetti da cefalea muscolo-tensiva o emicrania – conclude Raposio – sono i muscoli o i vasi sanguigni a irritare alcuni piccoli nervi superficiali. La liberazione mini-invasiva di questi nervi determina la completa remissione dei sintomi o una diminuzione significativa del numero, della durata e dell’intensità degli attacchi nella grande maggioranza dei pazienti”.

 

Fonte: Università di Parma

ARTICOLI CORRELATI

Carlo Erba

CARLO ERBA Reagents: la chimica su misura

Il nostro motto è “partner nelle scelte” e questo è tanto più vero quando parliamo del nostro Servizio Tailor Made

diabete

Diabete: due alghe marine aiutano a combattere la glicemia alta

Un integratore alimentare derivato è in grado di ridurre i valore della glicemia nel sangue

micro sottomarini

Micro sottomarini nanomotorizzati per il trasporto di medicine nel corpo

Alimentati con nanomotori potrebbero essere utilizzati per “navigare” nel corpo umano

Pin It on Pinterest

Share This