Filiera Agroalimentare di Assolombarda: la Casa Vinicola Rocca

15 Novembre 2019
Cantine Rocca

La Filiera Agroalimentare di Assolombarda è stata ospitata dalla Casa Vinicola Rocca di Agrate Brianza, dove il presidente Marco Rocca, insieme alla figlia Eleonora e al nipote Emanuele, ha mostrato i segreti del successo di una delle eccellenze italiane che il mondo ci invidia: il vino.

La visita, avvenuta come occasione di incontro della Filierarealtà che raggruppa 153 aziende associate ad Assolombarda, rappresenta una delle tante opportunità di business networking offerte dall’associazione per riunire le imprese del territorio e creare occasioni di contatto, scambio e reciproca crescita in termini di relazioni commerciali.

 

Casa Vinicola Rocca, fondata da Francesco Rocca alla fine dell’ottocento e attualmente gestita dalla quinta generazione della famiglia Rocca, si occupa della produzione di vini, in Piemonte e nel Salento, di imbottigliamento e del commercio di vini italiani. Inoltre, negli ultimi anni l’azienda si è aperta ai promettenti mercati esteri in cui la richiesta di vino di qualità è sempre in aumento.

Rocca

L’attuale e moderna sede, curiosamente realizzata in località “Vignolina” ad Agrate Brianza, è in grado di imbottigliare dalle 40mila alle 80mila bottiglie al giorno con un sofisticato impianto automatico progettato e realizzato in Italia, come evidenziato da Marzio Dal Cin, consigliere del Gruppo Chimici di Assolombarda e Rappresentante eletto proprio dal Gruppo Chimici di Assolombarda nella Filiera Agroalimentare, dal 2016.

L’Italia è il principale fornitore mondiale di tecnologia enologica (in particolare meccanica), e ciò riveste una particolare importanza a livello globale, contribuendo in modo sensibile allo sbilancio positivo sull’import/export nazionale di tale settore, con un peso economico delle imprese di settore che supera la metà del valore complessivo di fatturato del comparto – ha dichiarato Marzio Dal Cin. “In particolare, i dati relativi al 2018 indicano un andamento degli scambi con l’estero delle macchine per enologia e imbottigliamento pari a oltre 2 miliardi di euro in esportazione contro circa 270 milioni di importazione, segnando quindi uno sbilancio positivo di poco inferiore a 1,8 miliardi di euro (dati ISTAT)”.

Il processo di produzione prevede una microfiltrazione sterile del vino prima di essere confezionato in bottiglie, anch’esse trattate con acqua sterile, per poi essere tappato in atmosfera modificata così da garantire che il vino arrivi sulle tavole dei clienti in tutto il mondo nelle migliori condizioni. Etichettatura, inscatolamento e palletizzazione finale sono ulteriori processi robotizzati che avvengono senza intervento dell’operatore.

LABORATORIO ROCCA

Fondamentale è il laboratorio di analisi presente all’interno della Cantina che, come ci ha spiegato Marco Rocca, è di importanza vitale per garantire al cliente un vino di qualità, esente da difetti e che rispetti i parametri di alcuni uvaggi creati ad hoc.

Nel laboratorio vengono controllate, in coordinamento con i cantinieri, le operazioni di chiarifica, pre-filtrazione e spostamento nelle vasche di affinamento. Per questi processi viene utilizzato un sofisticato strumento che effettua le analisi di molteplici parametri tra cui il pH, il grado zuccherino e l’estratto secco in ogni momento della lavorazione, dall’arrivo in cisterna all’imbottigliamento.

 

La giornata è proseguita con la visita della cantina sotterranea di affinamento vini, un innovativo e moderno impianto sotterraneo di 5mila metri quadri in cui serbatoi di acciaio inox di diverse dimensioni (made in Italy) affiancano le botti grandi di rovere di Slavonia e le barriques francesi, dalle più moderne alle più antiche, utilizzate per la difficile ma fondamentale arte di affinamento del vino, procedura che Cantina Rocca conserva tuttora gelosamente.

Non poteva mancare, come da tradizione, l’assaggio dei vini sapientemente condotto e raccontato dal sommelier d’eccezione Emanuele Rocca che ci ha deliziato con un viaggio tra il Vermentino IGT e il Primitivo del Salento IGT passando dal Rosato Salento IGT al Negroamaro Salento IGT prodotti dai vitigni autoctoni nei poderi “Don Cataldo” e “Vignali Grandi” dell’ Az. Agricola Rocca di Leverano (LE).

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