FIRE-BOX, coordinato dall’Università Statale di Milano, offre nuovi strumenti per la prevenzione degli incendi

14 Settembre 2026
fire box università statale

Il progetto punta a rivoluzionare la gestione del rischio incendi boschivi in tutta Italia, grazie a dati open access e capacità di simulazione per prevedere e prevenire il comportamento e la propagazione del fuoco.

 

Dove può propagarsi più rapidamente un incendio? Quali territori risultano maggiormente esposti? Dove è prioritario intervenire sulla vegetazione per ridurre il rischio? Rispondere a queste domande richiede dati omogenei su combustibili, incendi pregressi ed elementi esposti al rischio.

In Italia, tuttavia, tali informazioni vengono spesso raccolte con metodologie differenti da regione a regione, rendendone difficile il confronto e l’integrazione a livello nazionale.

Per colmare questa lacuna è nato il progetto FIRE-BOX, coordinato dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il progetto ha messo a punto una vera e propria cassetta degli attrezzi a disposizione dell’intero territorio nazionale: risultati, rapporti tecnici, banche dati e mappe sono oggi liberamente consultabili da tutti i soggetti impegnati nella prevenzione del rischio incendi.

I risultati principali:

Il primo prodotto riguarda i combustibili vegetali, cioè l’erba, gli arbusti, la lettiera e la biomassa legnosa che possono alimentare un incendio. La quantità, la disposizione e le caratteristiche di questi materiali condizionano la velocità di propagazione delle fiamme e la loro intensità. FIRE-BOX ha elaborato una classificazione nazionale dei tipi di combustibile, accompagnata da schede descrittive, un protocollo comune di campionamento e una banca dati nazionale.

La classificazione è stata tradotta nella carta italiana dei tipi e dei modelli di combustibile. Le due mappe descrivono in modo omogeneo la vegetazione potenzialmente interessata dal fuoco e associano alle diverse coperture i parametri necessari per simulare il comportamento degli incendi. Possono quindi essere impiegate per realizzare scenari di propagazione, confrontare condizioni territoriali differenti e individuare le aree nelle quali approfondire le analisi o programmare interventi di gestione della vegetazione.

Il secondo prodotto è un database nazionale degli incendi avvenuti tra il 2007 e il 2024. Gli eventi sono associati a informazioni meteorologiche, indici di pericolo, severità degli effetti sulla vegetazione e stime delle emissioni prodotte dalla combustione. Il database permette di analizzare dove, quando e in quali condizioni si sono verificati gli incendi, superando almeno in parte la frammentazione delle fonti regionali e nazionali.

Queste informazioni possono sostenere la ricerca sui regimi di incendio e sul loro rapporto con clima, vegetazione e uso del suolo. Possono inoltre aiutare amministrazioni e tecnici a riconoscere le condizioni che hanno favorito gli eventi più severi, aggiornare i piani antincendio e valutare gli effetti ambientali degli incendi. Le stime delle emissioni consentono, in particolare, di quantificare il carbonio e gli altri composti rilasciati dalla combustione della biomassa e di integrare maggiormente gli incendi nelle valutazioni climatiche e ambientali.

La terza componente del progetto riunisce i dati in strumenti di simulazione e valutazione del rischio. FIRE-BOX ha sviluppato un’applicazione WebGIS, corredata da una guida operativa, attraverso la quale è possibile utilizzare i dati territoriali e i modelli prodotti dal progetto. Lo strumento consente di costruire simulazioni della propagazione potenziale del fuoco e di distinguere quattro componenti: la pericolosità dell’incendio, la vulnerabilità degli elementi coinvolti, la loro esposizione e il rischio risultante.

Particolare attenzione è stata dedicata alle aree di interfaccia urbano-foresta, dove abitazioni e infrastrutture si trovano a contatto con vegetazione potenzialmente infiammabile. L’analisi di queste aree può aiutare a stabilire priorità di prevenzione, programmare la gestione dei combustibili intorno agli insediamenti e migliorare la pianificazione di protezione civile. I modelli forniscono scenari utili alla pianificazione e non previsioni in tempo reale del comportamento di uno specifico incendio.

Gli strumenti sono stati applicati in sei parchi nazionali italiani: Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano, Pollino e Maddalena. Per questi territori FIRE-BOX ha prodotto un atlante e una raccolta di mappe di simulazione, pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio. Le mappe permettono agli enti gestori di riconoscere le zone nelle quali un incendio potrebbe determinare gli effetti più rilevanti e di valutare dove concentrare interventi selvicolturali, monitoraggio e altre misure di prevenzione.

«Per prevenire gli incendi non basta sapere dove e come sono bruciati in passato: occorre capire dove si trovano i combustibili, come potrebbe propagarsi il fuoco e quali persone, infrastrutture ed ecosistemi sarebbero esposti», spiega Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale al dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto. «FIRE-BOX mette finalmente a disposizione una base comune per leggere questi elementi insieme. I prodotti sono aperti e possono essere aggiornati e migliorati: il loro valore dipenderà ora dalla capacità di trasformarli in scelte concrete, concentrando la prevenzione nei territori in cui può ridurre maggiormente il rischio».

 

fonte: Università degli Studi di Milano

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