La Filiera Life Sciences di Assolombarda visita il CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia di Pavia

10 Novembre 2023
Fondazione CNAO

Durante gli incontri di networking della Filiera Life Sciences di Assolombarda LabWorld.it ha visitato in esclusiva il CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia a Pavia, un’eccellenza della sanità italiana.

 

Il CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia di Pavia è stato al centro di uno degli incontri di networking promossi da Assolombarda nell’ambito della Filiera Life Sciences lo scorso 12 ottobre.

La Filiera Life Sciences comprende tutte le imprese impegnate nel settore sanitario e socio-sanitario, settore nel quale Milano e la Lombardia presentano non poche eccellenze. In quest’ottica, la Filiera di Assolombarda, che include imprese farmaceutiche, biomedicali, biotecnologiche, ospedaliere, nutraceutiche e cosmeceutiche, potrebbe essere pioniera nella costituzione di un network a livello regionale.

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica ha aperto i battenti per presentarsi alle aziende della filiera. Come hanno spiegato Sandro Rossi, direttore generale della Fondazione CNAO, e Silvia Meneghello, assistente del Presidente e responsabile Ufficio Comunicazione, si tratta dell’unico centro in Italia che eroga trattamenti di adroterapia, una speciale forma di radioterapia che, invece usare di utilizzare i raggi X delle terapie convenzionali, utilizza protoni ioni carbonio, particelle atomiche (definite “adroni”) che sono particolarmente efficaci nel trattamento dei tumori radioresistenti o inoperabili. Grazie a queste caratteristiche l’adroterapia consente di trattare tumori in sedi particolarmente difficili, agendo sull’area coinvolta in maniera estremamente precisa e quindi conservando i tessuti sani. È possibile anche trattare tumori solidi in casi pediatrici. Dal 2017 l’adroterapia è entrata a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza previsti dal Sistema Sanitario Nazionale.

 

Il sincrotrone
sincrotrone CNAO

A presentare il cuore di CNAO, il sincrotrone, è stata Maria Monica Necchi, Responsabile Progetto Espansione. Il sincrotrone, collocato in un bunker di 1600 metri quadrati, il primo acceleratore di particelle costruito in Italia per il trattamento di pazienti oncologici, un anello di 80 metri di circonferenza con un diametro di 25 all’interno del quale ioni e protoni, dopo tre milioni di giri in un secondo, vengono indirizzati con precisione sub-millimetrica nelle sale trattamento.  All’interno del sincrotrone il fascio di particelle percorre circa 30.000 chilometri in mezzo secondo per raggiungere l’energia che serve alla terapia, poi viene indirizzato verso il tumore. Quando le cellule tumorali vengono colpite, il DNA dei loro nuclei viene danneggiato, le cellule muoiono e il sistema immunitario le elimina. La tecnologia del sincrotrone è analoga a quella utilizzata dal CERN di Ginevra, ma a differenza degli acceleratori dei laboratori di fisica, il sincrotrone stato progettato e realizzato ad hoc per il trattamento clinico dei tumori.

 

 

Il percorso terapeutico del paziente

Dopo aver verificato che la sua patologie rientra tra quelle trattate in CNAO, il paziente oncologico è invitato a inviare la propria documentazione clinica al centro per una prima valutazione preliminare del suo caso da parte di un medico radioterapista, che, in caso di necessità, prescrive degli ulteriori esami strumentali (TC, RM, TC-Pet, visite specialistiche ambulatoriali). Qualora il caso venga valutato come trattabile, si procede a una prima visita.

pazienti CNAO

Successivamente la condizione del paziente viene discussa in una riunione collegiale a cui prendono parte medici radioterapisti e il direttore medico, equipe di radiodiagnostica coinvolta sia nella fase diagnostica che terapeutica, infermieri e specialisti esterni che collaborano il centro.

Dopo l’ok definitivo in sede di riunione collegiale il paziente deve sottoporsi a due esami propedeutici al trattamento: una Tac non diagnostica, ma terapeutica, necessaria per confezionare il dispositivo di immobilizzazione per il trattamento, con la centratura per l’erogazione mirata del fascio, e una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto, in parte eseguita con il dispositivo di immobilizzazione confezionato in tac, e in parte in stadiazione.

L’equipe medica decide infine se il trattamento viene eseguito con ioni carbonio (4 giorni alla settimana per un massimo di 4 settimane) o con protoni (5 giorni alla  settimana per 7 settimane).

 

Il progetto di espansione

È attualmente in fase di realizzazione un progetto di espansione del Centro che prevede, entro il 2025, la costruzione di un secondo edificio, integrato con quello già esistente, destinato ad attività terapeutiche e di ricerca. La nuova area, che si svilupperà su due piani, per un totale di circa 4.000 metri quadri, comprenderà un ulteriore acceleratore di protoni collegato a una nuova sala trattamento con testata rotante (gantry), che permette al fascio di colpire il tumore da molteplici direzioni; un acceleratore compatto di particelle per la produzione di neutroni, finalizzato a una terapia sperimentale per tumori complessi, la BNCT (Boron Neutron Capture Therapy); due sale per la BNCT, una per il trattamento e una per la ricerca e nuovi spazi per i pazienti.

La nuova area per la protonterapia comprende un acceleratore di protoni e una sala di trattamento equipaggiata con gantry, un sistema in grado di far ruotare i fasci di particelle attorno al paziente. La testata rotante è particolarmente indicata per il trattamento dei tumori pediatrici, perché consente di colpire la massa tumorale con precisione ancora maggiore, risparmiando i tessuti sani; l’irraggiamento degli organi in movimento, grazie alla capacità di sincronizzare l’erogazione del fascio rispetto ai movimenti del paziente, legati per esempio dalla respirazione, con una precisione dell’ordine di una frazione di millimetro; il trattamento di patologie cosiddette estese, che richiedono un macchinario a largo campo di fascio, in grado di irraggiare superfici più ampie senza dover spostare il paziente.

Nel 2025 CNAO diventerà dunque l’unico centro di adroterapia al mondo a disporre di un sincrotrone per ioni multipli (protoni e ioni carbonio),
di una protonterapia con gantry e dell’innovativa metodica sperimentale BNCT.

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