
L’iniziativa nasce dall’esigenza di affrontare la crescente diffusione di resistenze ai comuni pesticidi, insieme all’espansione di specie invasive favorita da globalizzazione e cambiamenti climatici.
Applicare le strategie target-based della chimica farmaceutica alla scoperta di nuovi pesticidi, per contrastare la crescente diffusione delle resistenze e promuovere un’agricoltura più sostenibile.
È l’approccio innovativo alla base di Per-BIO – Molecole per la BIOdiversità: progettazione e sviluppo di pesticidi selettivi per una agricoltura sostenibile, progetto internazionale al quale partecipa anche l’Università di Parma.
Il progetto, avviato con un incontro inaugurale ospitato al Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo e organizzato da Marco Radi, docente del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco, si svilupperà nell’arco di cinque anni, coinvolgendo un ampio partenariato scientifico e industriale.
Per-BIO è uno dei quattro progetti finanziati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche nell’ambito delle Unità di Ricerca Goal-Oriented (URGO), selezionati tra 62 proposte presentate a livello nazionale. Coordinato da Emmanuele Crespan del CNR-IGM di Pavia, il progetto si è classificato al terzo posto e ha un valore complessivo di oltre 3,8 milioni di euro, tra finanziamento e cofinanziamento. Il consorzio riunisce quattro istituti del CNR – Istituto di Biostrutture e Bioimmagini (IBB), Istituto di Genetica Molecolare “Luigi Luca Cavalli-Sforza” (IGM), Istituto di Chimica Biomolecolare (ICB) e Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante (IPSP) – insieme a Università di Pavia, Università di Parma, Università del Molise, Universidad Católica de Murcia (Spagna) e al partner industriale Vebi Istituto Biochimico.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di affrontare la crescente diffusione di resistenze ai pesticidi comunemente utilizzati, insieme all’espansione di specie invasive favorita dalla globalizzazione e dai cambiamenti climatici. L’elemento distintivo di Per-BIO è il trasferimento alla ricerca di nuovi pesticidi del paradigma target-based della chimica farmaceutica: la conoscenza dei bersagli molecolari diventa così il punto di partenza per progettare composti innovativi, caratterizzati da nuovi meccanismi d’azione.
Tra le specie oggetto di studio figurano Aedes albopictus, vettore di arbovirus quali dengue, chikungunya e Zika; gli acari Varroa destructor e Varroa jacobsoni, importanti parassiti delle api; e alcuni rilevanti fitofagi di interesse agricolo, tra cui Halyomorpha halys, Ceratitis capitata e Phthorimaea absoluta, responsabili di danni significativi a diverse colture. La varietà degli organismi coinvolti conferisce al progetto anche una chiara dimensione One Health, integrando la tutela delle produzioni agricole, la salvaguardia degli impollinatori e della biodiversità e il controllo di vettori di virus emergenti di rilevanza per la salute pubblica.
L’Università di Parma partecipa a Per-BIO attraverso le competenze del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco nei campi della chimica farmaceutica, della progettazione e della sintesi di nuove molecole. Il contributo dell’Ateneo consiste nel trasferire al settore della protezione dagli organismi dannosi metodologie e strategie consolidate nella moderna ricerca e nello sviluppo di farmaci, favorendo l’individuazione di soluzioni innovative e più selettive per un’agricoltura sostenibile.
fonte: Università di Parma



