Una ricerca internazionale apre nuove prospettive contro la leucemia mieloide acuta

22 Aprile 2026
leucemia mieloide acuta

I risultati fanno luce su un nuovo asse regolatorio in una forma aggressiva di tumore del sangue ed evidenziano il potenziale degli epidrugs nel ripristinare i normali modelli di splicing, aprendo la strada a terapie innovative.

 

Un team internazionale di ricercatori ha identificato un nuovo meccanismo biologico che potrebbe contribuire allo sviluppo di terapie più efficaci contro la leucemia mieloide acuta (LMA), una forma aggressiva di tumore del sangue.

Tra i protagonisti dello studio figurano la prof.ssa Lucia Altucci e il prof. Vincenzo Carafa, rispettivamente responsabile e co-responsabile del laboratorio di Epigenetica Medica di Biogem, insieme alla prof.ssa Carmela Dell’Aversana dell’Università LUM. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell Death & Disease.

La ricerca ha individuato un nuovo meccanismo di regolazione epigenetica, ossia un nuovo modo in cui le cellule tumorali regolano un gene chiamato BCLAF1. In particolare, questo gene può produrre due diverse versioni: una, chiamata isomorfa full-length (lunga), che favorisce la crescita del tumore e una, chiamata isomorfa short-length (corta), che, invece, contribuisce a bloccarlo. Capire come viene controllato questo processo è fondamentale per sviluppare nuovi trattamenti.

Gli scienziati hanno, inoltre, scoperto un sistema di regolazione che coinvolge specifiche proteine e meccanismi cellulari, capaci di influenzare il comportamento del gene attraverso modifiche della struttura del DNA. Questo sistema sembra avere un ruolo chiave nello sviluppo della leucemia mieloide acuta.

Un risultato particolarmente promettente riguarda l’uso di farmaci già in fase di studio, noti come “epidrugs”, che potrebbero ristabilire l’equilibrio tra le due versioni del gene. Questo approccio apre la strada a nuove terapie più mirate, con il potenziale di contrastare la malattia in modo più efficace.

Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale che ha coinvolto numerose istituzioni di ricerca in Europa: oltre a Biogem, l’Università Vanvitelli di Napoli, l’Università LUM, VUMC di Amsterdam, Lund University, l’Università Roma Tre, la Sapienza Università di Roma, l’Università di Salerno, l’AORN Cardarelli e l’IEOMI-CNR.

Questa scoperta rappresenta un passo importante verso una migliore comprensione della leucemia mieloide acuta e offre nuove speranze per lo sviluppo di trattamenti innovativi in futuro.

 

testo e foto: Biogem

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