
La comunità scientifica del Consiglio nazionale delle ricerche torna protagonista a LAB Italia 2026 con una presenza ancora più ampia e articolata rispetto alle due edizioni precedenti.
L’appuntamento con la rete della più grande istituzione di ricerca nazionale è per il 16 e 17 giugno a Milano: qui, in un’area espositiva dedicata, sarà possibile interagire con ricercatori e ricercatrici di ben 12 differenti gruppi di ricerca, toccando con mano le più avanzate innovazioni in settori che spaziano dal biomedicale all’ambiente, dalle life sciences all’agroalimentare, dalla chimica alla farmaceutica e altro ancora.
La partecipazione dell’Ente – coordinata sempre dall’Unità Valorizzazione della Ricerca (Cnr-Uvr) – permette quest’anno di mettere in vetrina un’offerta doppia rispetto alla già fortunata edizione del 2025: una testimonianza tangibile della sempre maggiore importanza che la manifestazione ha assunto a livello nazionale nel definire ruolo e impatto del mondo scientifico nei processi di innovazione.
Una delle novità dell’edizione 2026 è la presenza di realtà imprenditoriali quali spin off dell’Ente in fase di start up: ne sono esempio INTA, Wembranex, PlantBit e Rehabilia Technologies, tutte ospitate nello stand dedicato al Cnr e che presenteranno insieme alle altre tecnologie Cnr i loro risultati in specifici Workshop dedicati. INTA è una giovane società che ha riunito competenze maturate in seno all’Istituto di nanoscienze (Cnr-Nano) per sviluppare una piattaforma di biosensing portatile per screening rapidi e a basso costo grazie all’integrazione di nanotecnologie, sistemi lab-on-chip e analisi basate su AI: il focus a LAB Italia sarà, in particolare, sulla diagnostica del trauma cranico (Traumatic Brain Injury) secondo un approccio innovativo che permette di superare gli attuali limiti diagnostici basati su TAC del disturbo. WembraneX, invece, è stata formalmente costituita come spin off del Cnr nel 2023: presenterà una tecnologia brevettata dall’Istituto per la tecnologia delle membrane (Cnr-Itm) per la purificazione e il trattamento delle acque reflue tramite membrane nanostrutturate rivestite con un particolare coating, con applicazioni nei settori food & beverage, tessile, farmaceutico e chimico a favore del riuso sostenibile delle acque. Riguarda, invece, l’ottimizzazione di tecnologie in ambito agricolo Plantbit, spin off dell’Istituto dei materiali per l’elettronica e il magnetismo (Cnr-Imem) che ha sviluppato una soluzione di sensoristica avanzata per monitorare in tempo reale lo stato fisiologico delle piante attraverso sensori inseriti direttamente nei tessuti vegetali, così ottimizzando l’irrigazione e riducendo significativamente i consumi idrici.
Rehabilia Technologies infine, società generata dall’Istituto di sistemi e tecnologie industriali intelligenti per il manifatturiero avanzato (Cnr-Stiima) presenta PhiCube: una piattaforma robotica educativa e terapeutica dedicata a bambini con disturbi del neurosviluppo. Il sistema combina esercizio fisico e interazione ludica per agevolare lo sviluppo di nuove abilità e il potenziamento delle capacità motorie e cognitive, anche in ambito domestico.
Sul fronte medico-diagnostico, riflettori puntati sui biomateriali intelligenti e le tecnologie per la ricerca preclinica. L’Istituto per i processi chimico-fisici (Cnr-Ipcf) ha sviluppato, in collaborazione con il Politecnico di Torino innovativi idrogeli multi-responsive che rappresentano una frontiera promettente nella medicina rigenerativa: sensibili a stimoli come pH, luce o glucosio, possono essere utilizzati come sistemi di rilascio controllato di farmaci, aprendo la strada a trattamenti sempre più personalizzati.

Dall’Istituto di fisica applicata “Nello Carrara” (Cnr-Ifac), proviene, invece, una piattaforma di materiali modulari per la realizzazione di fantocci anatomici di nuova generazione, che consentono di replicare con elevata fedeltà le proprietà dei tessuti biologici. Il materiale di base è un’emulsione elastomerica in grado di riprodurre anatomie complesse, che può essere adattata a scenari diversi per testare e validare tecnologie diagnostiche e terapeutiche.
Sempre in ambito medico, un approccio innovativo alla biopsia liquida è offerto dall’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Cnr-Irib) con DetectEV, soluzione rapida per valutare l’integrità e l’attività biologica delle vescicole extracellulari, nanoparticelle coinvolte nella comunicazione intercellulare oggi particolarmente utilizzate per la diagnosi precoce di tumori e altre patologie. Il test è basato sul rilevamento dell’attività di un particolare enzima funzionale contenuto nelle vescicole mediante un substrato fluorescente: la rapidità di esecuzione e il ridotto fabbisogno di campione rendono DetectEV particolarmente utile in quanto facilmente integrabile nei flussi di lavoro di ricerca e laboratorio clinico.
La spinta verso la medicina personalizzata è ulteriormente rafforzata dallo sviluppo dei cosiddetti brain digital twins, repliche digitali del cervello in grado di simulare le dinamiche neuronali, prevedere l’evoluzione di eventuali patologie e di supportare le decisioni cliniche con un livello di precisione sempre maggiore: è la frontiera della neurotecnologia: un progetto sviluppato all’interno dell’Infrastruttura di Ricerca EBRAINS-Italy, di cui il Cnr è promotore e l’Università di Pavia uno dei co-proponenti insieme ad altre Istituzioni.
Accanto alle applicazioni biomedicali, emerge il tema della sostenibilità declinato attraverso nuove soluzioni di upcycling di materie prime. Va in questo senso l’innovazione sviluppata dall’’Istituto di scienze e tecnologie chimiche “Giulio Natta” (Cnr-Scitec): resine termoindurenti ottenute da oli vegetali da utilizzare in sostituzione delle resine tradizionali, largamente utilizzate in settori quali automotive, costruzioni, design, e altro ancora: un’alternativa concreta all’uso derivati petrolchimici, con un contenuto bio-based superiore all’80% e proprietà modulabili in funzione delle materie prime utilizzate.
LAB Itaila 2026 si pone anche come vetrina di innovazioni nel settore dell’agroalimentare.
Ne sono esempio i cagli di origine vegetale sviluppati dall’’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri (Cnr-Iret) per la produzione di formaggi con caratteristiche sensoriali diversificate e arricchiti di composti bioattivi tali da renderli “alimenti funzionali” ad elevato valore aggiunto: un’innovazione che intercetta un bisogno crescente, da parte del mercato, di prodotti in grado di soddisfare consumatori vegetariani, vegani, o che presentano intolleranze verso derivati animali.
L’Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Cnr-Ispa) presenta, invece, un dispositivo brevettato per la rimozione dai vini dell’Ocratossina A, micotossina molto diffusa su vino e altri prodotti alimentari e tossica per l’uomo. Lo strumento utilizza una tecnica sviluppata in collaborazione con un partner privato che consente una rimozione della tossina con un metodo naturale e già utilizzato in enologia (ripasso) in tempi brevi e in modo automatizzato. Il processo, inoltre, valorizza le vinacce, che da semplice sottoprodotto di scarto industriale si trasformano in una risorsa strategica per la sicurezza alimentare.
Riguarda, infine l’implementazione delle smart cities la piattaforma digitale di mappatura di città e territori sviluppata dall’’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi). Basata su indicatori strategici che integrano dati ambientali, territoriali e infrastrutturali (natura e biodiversità; rischi naturali; fattori di stress ambientale; accessibilità e tessuto urbano), permette di generare mappe digitali ad alta risoluzione in grado di fornire informazioni utili per analizzare la “resilienza” di un territorio, pianificare eventuali interventi, e supportare decisori e cittadini nella messa a punto delle migliori strategie di adattamento climatico.
La partecipazione della comunità Cnr a LAB Italia 2026 sarà anche quest’anno affiancata da talk e conferenze dedicate, riunite nella giornata del 17 giugno.



