Le mascherine di protezione FFP: quali sono e a cosa servono

16 Marzo 2020
mascherine

Con l’epidemia di Coronavirus in atto si è parlato tanto di mascherine di protezione e di quali sarebbero le uniche a garantire una protezione adeguata contro il nuovo virus.

Il virus Covid-19 si è diffuso a livello mondiale in pochissimo tempo, portando l’OMS a proclamare la pandemia. Ci siamo abituati a vedere, usare e acquistare mascherine, guanti e disinfettanti, ma tali dispositivi non sono nuovi.

Le mascherine in particolare, ormai praticamente introvabili ovunque, sono da tempo utilizzate sia in ambito sanitario che industriale.

 

Per permettere ai lavoratori di operare in sicurezza, infatti, molte industrie si sono specializzate nella produzione di mascherine per ambienti che presentano delle specifiche peculiarità.

La presenza di virus, sostanze tossiche, fumo e gas di diversa natura richiede per i lavoratori di quegli ambienti lavorativi delle mascherine adeguate.

Nella scelta di una mascherina è importante tenere in considerazione la propria esigenza specifica. Le mascherine oggi in commercio hanno funzioni e categorie differenti a seconda del luogo di lavoro (ambienti polverosi, con alto livello di fumo o gas e via dicendo) e del tasso di ossigeno presente (se è meno del 17% servono le isolanti).

Contro i virus – e contro polvere e particelle – le mascherine utili sono quelle commercializzate con la sigla FFP, seguita da un numero progressivo diverso a seconda dello specifico scopo per cui sono nate.

La signa FFP sta per “Filtering Facepiece Particles”, che tradotto in italiano significa “Facciale filtrante contro le particelle”. Le mascherine FFP vanno usate quando il tasso di ossigeno nell’ambiente è superiore al 17% e il contanimante è noto (e l’odore rilevabile). Si tratta di dispositivi utili contro le particelle fini, la polvere e alcuni virus.

L’efficacia delle mascherine FFP si misura sulla base del tasso di filtraggio e della perdita verso l’interno. Secondo la norma EN 149 sono tre le classi di efficienza filtrante per questo tipo di maschere: FFP1, FFP2, FFP3.

ll grande vantaggio delle mascherine FFP è duplice perché, grazie al sistema filtrante, proteggono chi le indossa da eventuali agenti esterni ma, allo stesso tempo se indossate da un soggetto risultato positivo al Covid-19, evitano che possa contagiare altre persone.

 

Niente valvola contro il coronavirus

Alcune mascherine sono dotate di valvola, altre no. La valvola serve a garantire maggiore comfort, ad evitare la formazione di condensa interna, a non appannare gli occhiali e a favorire le fasi di respirazione. Ma è sconsigliata la valvola in pazienti malati o potenzialmente malati per evitare il contagio.

 

Mascherine FFP: i diversi modelli

La FFP1 è senza valvole e protegge solo da particelle fini e polveri come zolfo, cemento e vetro. Si può usare per lavori fai da te o in varie situazioni industriali, hanno una protezione che non supera il 78%.

Le maschere FFP2 sono indicate per difendersi da particelle fini e tossiche, come quarzo, metalli, muffe e batteri. Sono disponibili con o senza valvola e sono utili per chi lavora nel trattamento di acque reflue o rifiuti, cave, miniere e lavorazione metalli. Secondo tutte le fonti sono utili ed efficaci per proteggersi dal Coronavirus. Hanno una filtrazione pari al 92%.

Le mascherine FFP3 sono sempre dotate di valvole e consentono a chi le indossa correttamente di difendersi efficacemente da particelle pericolose e cancerogene, come piombo, spore, pesticidi e virus. Sono ideali per chi lavora con l’amianto, ma proteggono anche contro la legionella (per tempi brevi) e contro virus come l’influenza aviaria, l’influenza A / H1N1, la SARS, la tubercolosi e il Coronavirus. La filtrazione di questo modello è del 98%.

Le maschere FFP2 e FFP3 sono generalmente monouso, cioè garantiscono piena efficacia solo rispettando determinate prescrizioni di uso e temporali. Innanzitutto hanno vita limitata (cioè hanno una scadenza). In secondo luogo vanno gettate dopo ogni utilizzo in ambienti a rischio: la durata della loro efficacia varia a seconda del livello di esposizione. Tutte le maschere perdono efficacia se conservate in ambienti polverosi e se sono danneggiate.

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