
I ricercatori di Unimore, PoliMi e Università di Catania hanno utilizzato avanzati database digitali satellitari per identificare e quantificare gli inquinanti ambientali e valutare la qualità degli spazi verdi.
Le evidenze scientifiche che mettono in relazione i fattori ambientali con l’insorgenza di patologie neurodegenerative e disturbi del neurosviluppo sono in costante aumento, ed evidenziano con chiarezza il ruolo cruciale della prevenzione e del controllo delle esposizioni ambientali.
In questo scenario si colloca il progetto PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) ALIGNED, coordinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Università di Catania.
Il progetto mira ad analizzare in modo sistematico la relazione tra fattori ambientali – quali inquinanti atmosferici, illuminazione notturna e disponibilità di spazi verdi – e l’insorgenza di patologie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), e disturbi del neurosviluppo, come i Disturbi dello Spettro Autistico (ASD), entrambi in aumento a livello globale.
Nell’ambito di ALIGNED, i ricercatori hanno utilizzato avanzati database digitali satellitari per identificare e quantificare gli inquinanti ambientali e valutare la qualità degli spazi verdi. Sono stati inoltre condotti due studi pilota: a Modena, Reggio Emilia e Parma, su 499 pazienti affetti da SLA e 1935 soggetti di controllo, e a Catania, su 200 casi di ASD e 800 controlli.
Il progetto si basa su un approccio multidisciplinare e innovativo che ha previsto:
- l’utilizzo di sistemi di informazioni geografiche (GIS) per valutare le esposizioni ambientali nelle aree residenziali
- la definizione dei dati di esposizione attraverso l’integrazione di fonti satellitari e terrestri
- l’analisi delle associazioni tra esposizioni ambientali e rischio di malattia mediante modelli statistici avanzati, tra cui analisi non lineari tramite ‘spline’
- la considerazione di potenziali fattori di confondimento, quali livello di istruzione, stato socioeconomico, età, sesso, comorbidità e mutazioni genetiche
La Prof.ssa Maria Fiore del Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e tecnologie avanzate dell’Università di Catania spiega che “dallo studio del progetto PRIN Aligned è emersa un’associazione protettiva tra esposizione al verde e ASD, più marcata nei maschi rispetto alle femmine. Il risultato suggerisce un possibile ruolo di questo fattore ambientale ma deve essere interpretato con cautela e richiede ulteriori approfondimenti sui meccanismi coinvolti.”
“I risultati mostrano come l’associazione tra greenness e SLA sia non lineare, con un rischio più elevato sia a bassi che ad alti livelli, suggerendo quindi un ruolo protettivo del verde urbano per valori intermedi di esposizione – commenta il Prof. Tommaso Filippini del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze di Unimore – L’esposizione al verde può avere effetti benefici a causa di un minore inquinamento atmosferico nonché di una maggiore attività fisica e interazioni sociali, pertanto il passo successivo vedrà la valutazione non solo della disponibilità, ma l’integrazione della reale accessibilità di tali spazi verdi”.
“Abbiamo contribuito a valutare le modalità di reale accessibilità e fruizione degli spazi e delle infrastrutture verdi e in posizione di prossimità rispetto agli spazi residenziali dei partecipanti allo studio, tenendo conto anche delle implicazioni sociali e psicologiche di tale accessibilità – ha aggiunto il Prof. Andrea Rebecchi, docente del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano – Tale approccio ha consentito di valutare quali fattori specifici degli spazi verdi siano rilevanti nell’eziologia e nella prevenzione delle malattie al centro dell’indagine”.
fonte: Polimi



