
Il contributo delle tecnologie basate sull’ossigeno appare sempre più strategico: migliorare l’efficienza degli allevamenti non significa solo aumentare la produttività, ma anche ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse.
A fronte di una popolazione mondiale destinata a raggiungere i 10 miliardi di persone entro il 2050, l’acquacoltura si conferma un settore strategico per garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e approvvigionamento di proteine ittiche.
Con una domanda in costante crescita e risorse della pesca tradizionale sempre più sotto pressione, il comparto è chiamato a migliorare le proprie performance in termini di produttività, sostenibilità ambientale, benessere animale e controllo dei processi produttivi. In questo contesto, ricerca applicata e innovazione tecnologica rappresentano leve fondamentali per lo sviluppo del settore.
Tra i Paesi che hanno già intrapreso con decisione questo percorso figura la Norvegia. I dati diffusi da API evidenziano infatti una significativa differenza rispetto al resto d’Europa: nel Paese scandinavo la produzione acquicola supera 1,5 milioni di tonnellate a fronte di una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, pari a oltre 300 chilogrammi pro capite. Nell’Unione europea, invece, la produzione si attesta a circa 600 mila tonnellate per 448 milioni di abitanti (1,3 chilogrammi pro capite), mentre in Italia raggiunge appena 51 mila tonnellate su una popolazione di 59 milioni di persone, corrispondenti a 0,86 chilogrammi pro capite.
Un divario che mette in evidenza l’ampio potenziale di crescita del comparto nazionale e la necessità di accelerare gli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo della filiera per rafforzare la competitività dell’acquacoltura italiana.
In questo contesto è stata condotta nel mese di giugno la missione dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e di Linde Gas Italia presso il Linde Innovation Centre for Aquaculture and Water Treatment di Ålesund, in Norvegia, uno dei principali hub tecnologici internazionali dedicati all’acquacoltura. Tra i principali ambiti di studio vi è la gestione dell’ossigeno, parametro essenziale per la crescita e il benessere dei pesci e fattore determinante per l’efficienza degli impianti.
Situato in una delle aree più avanzate al mondo per l’allevamento ittico, il centro rappresenta un laboratorio a cielo aperto dove le tecnologie vengono testate in condizioni operative reali, e dove il team di ingegneri di Linde progetta impianti su misura per gli operatori del settore, accelerando il trasferimento dell’innovazione su scala globale.
“La cosa forse più importante di questa esperienza – ha sottolineato il Presidente dell’API Matteo Leonardi – è stata constatare come un partner tecnologico come Linde si senta parte della filiera e non semplicemente un fornitore esterno. Abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con una realtà che rappresenta un punto di riferimento mondiale, ma anche di portare la nostra esperienza italiana. Ora la sfida è trasferire agli allevatori italiani e al sistema Confagricoltura le conoscenze e gli spunti raccolti, affinché possano diventare strumenti concreti per rafforzare la competitività dell’acquacoltura italiana”.
“La collaborazione con API – ha ribadito Andrea Porrini, Executive Director Linde Italia e Nord Africa – conferma quanto sia importante creare occasioni di confronto tra chi sviluppa tecnologie e chi opera ogni giorno negli allevamenti. Il trasferimento delle esperienze maturate in contesti come quello norvegese può contribuire alla crescita dell’acquacoltura italiana.”
Il ruolo dei gas industriali e la gestione dell’ossigeno nell’acquacoltura
L’acquacoltura rappresenta uno degli ambiti in cui Linde applica le competenze sviluppate nell’utilizzo avanzato dei gas industriali per migliorare l’efficienza dei processi produttivi. In questo settore il tema centrale è la componente ossigeno, elemento essenziale per la vita e la crescita dei pesci.
La gestione dei livelli di ossigenazione non è solo una variabile tecnica, ma un fattore determinante per l’intero ciclo produttivo. Una sua carenza, anche temporanea, può compromettere lo sviluppo degli stock e incidere negativamente sui costi operativi, aumentando il fabbisogno di mangime o causando perdite significative. Garantire condizioni controllate per favorire una crescita ottimale diventa quindi una priorità assoluta per gli operatori del settore.
L’intervento di Linde va oltre la semplice fornitura di gas. L’azienda sviluppa infatti soluzioni integrate che includono sistemi per lo stoccaggio criogenico dell’ossigeno liquido e tecnologie avanzate di dissoluzione, in particolare per gli impianti RAS (Recirculating Aquaculture Systems). L’obiettivo è rendere gli impianti più efficienti e affidabili, anche in contesti ad alta intensità produttiva. Esperienze recenti dimostrano come questo approccio consenta di realizzare infrastrutture moderne e altamente automatizzate, supportate da competenze tecniche specialistiche.
L’Innovation Center norvegese svolge in questo contesto una funzione strategica di ricerca e sperimentazione, favorendo la diffusione di soluzioni già validate. Grazie alla dimensione internazionale del gruppo, Linde è in grado di trasferire e adattare rapidamente questo know-how d’avanguardia a nuovi contesti produttivi di diversi Paesi, condividendo best practice con partner globali e diffondendo standard tecnologici sempre più elevati.
Guardando al futuro, il contributo delle tecnologie basate sull’ossigeno appare sempre più strategico: migliorare l’efficienza degli allevamenti non significa solo aumentare la produttività, ma anche ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare l’uso delle risorse.
“È su questo equilibrio tra performance e sostenibilità che si gioca la sfida dell’acquacoltura moderna – conclude Porrini -, e Linde ha una direzione chiara: integrare gas, tecnologia e ricerca per accompagnare l’evoluzione di un settore destinato a diventare sempre più centrale nella filiera alimentare globale.”
fonte: Linde



