Sicurezza alimentare, un’igiene mirata aiuta a ridurre al minimo i rischi limitati del virus Nipah

12 Febbraio 2026
nipah palma da dattero

La FAO sottolinea l’importanza di sforzi collaborativi e multidisciplinari sia in laboratorio sia sul campo, con l’implementazione di una strategia One Health per prevenire future epidemie.

 

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha pubblicato il volantino dal titolo Virus Nipah e sicurezza alimentare: cosa sapere e come ridurre il rischio, che riassume le conoscenze sul virus Nipah in relazione alla sicurezza alimentare e delinea misure pratiche che possono ridurre il rischio in contesti specifici.

Il virus Nipah è una zoonosi trasmessa principalmente attraverso il contatto con animali infetti o attraverso contatti ravvicinati tra persone. L’esposizione alimentare è stata documentata solo occasionalmente e in contesti ben definiti. Per la popolazione generale, il rischio quotidiano per la sicurezza alimentare rimane molto basso.

Le evidenze di precedenti epidemie mostrano che la maggior parte delle infezioni è legata al contatto con gli animali o a eventi di trasbordo. La trasmissione alimentare documentata ha coinvolto principalmente la linfa fresca di palma da dattero contaminata da pipistrelli della frutta. Questi esempi indicano l’esigenza di misure preventive mirate piuttosto che una preoccupazione generalizzata per gli alimenti.

Il volantino evidenzia azioni semplici e proporzionate che possono ridurre ulteriormente il rischio, ove necessario. Tra queste, la protezione dei siti di raccolta della linfa di palma da dattero dall’accesso dei pipistrelli, la bollitura della linfa prima del consumo, lo scarto della frutta potenzialmente contaminata e il mantenimento di buone pratiche igieniche.

La FAO sottolinea che la trasmissione del virus Nipah attraverso gli alimenti è rara, ma che le misure di igiene alimentare possono svolgere un ruolo di supporto nell’ambito di un approccio più ampio, denominato One Health. Azioni coordinate tra fauna selvatica, bestiame, acqua, mercati e ambienti di manipolazione degli alimenti contribuiscono a ridurre al minimo le possibilità di contaminazione, sostenendo al contempo i mezzi di sussistenza e il commercio.

Concentrandosi su indicazioni pratiche per le poche situazioni ad alto rischio, il volantino mira a supportare i paesi e le comunità nella gestione efficace dei rischi, senza inutili interruzioni dei sistemi agroalimentari o dei modelli tradizionali di consumo alimentare e promuovendo misure di riduzione del rischio culturalmente accettabili, come la bollitura della linfa di palma da datteri.

Per maggiori informazioni:

Per una guida scientifica più ampia sui virus negli alimenti e sulle misure di riduzione del rischio, i lettori possono consultare i rapporti congiunti JEMRA della FAO e dell’OMS che forniscono approcci basati su prove per la valutazione e la gestione dei rischi virali negli alimenti in diversi contesti:

  • FAO e OMS. 2024. Valutazione del rischio microbiologico dei virus negli alimenti: Parte 1: Attribuzione alimentare, metodi analitici e indicatori – Rapporto della riunione. Serie Valutazione del Rischio Microbiologico, n. 49. Roma. https://doi.org/10.4060/cd3396en
  • FAO e OMS. 2026. Valutazione del rischio microbiologico dei virus negli alimenti. Parte 2: Misure di prevenzione e intervento – Rapporto della riunione. Serie sulla valutazione del rischio microbiologico n. 50. Roma. https://doi.org/10.4060/cd7637en

fonte: FAO

 

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