Tecnologia di mappatura per l’analisi ed il monitoraggio di indicatori sintetici nelle aree urbane

1 Luglio 2026
aree urbane

Le città sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali di CO2. Il Green Deal europeo si prefigge l’obiettivo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. La EU Cities Mission supporta 112 città nello sviluppo di Climate City Contracts al fine di raggiungere la neutralità climatica. Sono 9 le città italiane che partecipano all’iniziativa: Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma, Torino, con l’obiettivo generale di includerle tutte.

La questione rimane aperta: “Come confrontiamo la performance di diverse città?“. Ciò richiede di considerare la definizione dei confini urbani, i dati da utilizzare, i metodi e le metriche di valutazione, nonché gli obiettivi delle politiche italiane ed europee.

La delimitazione delle aree urbane è un compito complesso, a causa dell’eterogeneità dei dati disponibili e del limitato consenso sui metodi più appropriati per misurare i risultati. La principale distinzione è fra confini amministrativi e delimitazioni basate su aree pavimentate (Bettencourt 2013) o indicatori di presenza umana continuativa (Alvioli 2020). Uno strumento per valutare quantitativamente la performance di diverse aree urbane, propriamente delimitate, è rappresentato da leggi di scala che legano universalmente la dimensione di una città con popolazione ed indicatori sociali ed economici. 

Un approccio alternativo, adottato da Tarasova & Alvioli (2025), considera come limiti quelli delle aree urbane funzionali (FUA; Burnelli et alii 2025) per valutarne la performance sulla base di un insieme eterogeno di 14 indicatori urbani numerici. Il lavoro prevede: (1) la definizione di un insieme di indicatori coerenti con le politiche europee; (2) la selezione di dati pubblici per descrivere le caratteristiche ambientali, sociali, geografiche e i rischi naturali nelle aree urbane italiane; (3) la realizzazione di mappe e il calcolo degli indicatori; (4) il confronto tra le diverse città e la produzione di una classifica; (5) lo sviluppo e la pubblicazione di un’applicazione WebGIS per la visualizzazione dei dati e dei risultati.

Per il calcolo dei 14 indicatori, elencati e descritti nella Tabella I, è stato sviluppato un codice automatico GIS che acquisisce i dati necessari, elabora le informazioni spaziali all’interno dei confini di ciascuna FUA e memorizza il valore risultante in una tabella di database. 

Per ciascuna delle 83 aree urbane analizzate sono state prodotte mappe ad alta risoluzione, che costituiscono la base informativa per il calcolo dei 14 indicatori mediante procedure GIS automatizzate. Tutte le mappe sono consultabili tramite il WebGIS del progetto PRIN URGERE: https://urgere-project.irpi.cnr.it/. Le mappe sono state integrate con risultati numerici per tutti gli indicatori, consentendo confronti spaziali e quantitativi.

Gli indicatori sono stati analizzati a diversi livelli:

  • nazionale, consentendo il confronto diretto tra le città italiane;
  • tematico, valutando le prestazioni all’interno dei cinque gruppi riportati nella Tabella I;
  • regionale, analizzando le città appartenenti alle cinque macro-regioni geografiche.
Tabella I. Descrizione sintetica degli indicatori urbani selezionati.

 

La Figura 1 presenta il risultato complessivo per un indicatore finale sintetico, evidenziando i cinque gruppi di indicatori, con valori normalizzati tra 0 (prestazione minima) e 1 (prestazione massima). La figura mostra le prestazioni di ciascuna città nei cinque gruppi di indicatori, nonché il punteggio complessivo ottenuto aggregando i risultati dei gruppi, consentendo il confronto tra città. La Figura 1 evidenzia prestazioni relativamente deboli nel gruppo Natura e Biodiversità, dove solo poche città presenta valori superiori alla media. Al contrario, il gruppo Struttura urbana mostra prevalentemente valori sopra la media, mentre Rischi naturali e Accessibilità evidenziano prestazioni elevate e diffuse. Le Pressioni ambientali presentano invece una distribuzione più omogenea, con variazioni contenute tra le città.

In conclusione, il metodo sviluppato fornisce una procedura automatizzata basata su open data, caratterizzata da oggettività, riproducibilità e possibilità di generalizzazione. L’utilizzo di 14 indicatori quantitativi, articolati in 5 sottogruppi tematici, consente il confronto sistematico tra 83 città, mentre il supporto di mappe navigabili per ciascuna area urbana rende possibile un’analisi approfondita dei diversi livelli informativi utilizzati.

Ipotizziamo un utilizzo istituzionale della classifica globale o delle classifiche parziali ottenibili dai risultati in Figura 1, per confronti specifici delle performance di diverse aree urbane, la verifica del possibile impatto di interventi specifici e di possibili scenari futuri.

 

L’approfondimento, presentato a LAB Italia 2026, è a cura del dott. Massimiliano Alvioli e dalla dott.ssa Ekaterina Tarasova, CNR-IRPI

 

Bibliografia

Alvioli (2020), DOI:10.1016/j.landurbplan.2020.103906

Bettencourt (2013) DOI:10.1126/science.1235823

Tarasova & Alvioli (2025) DOI:10.5194/egusphere-egu25-11618

Di Lallo et alii (2024) DOI:10.1080/14693062.2023.2273948

Burnelli et alii (2025) DOI:10.1016/j.geomorph.2024.109532

 

 

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