Un test delle urine potrebbe aiutare a individuare il cancro ai polmoni anni prima della comparsa dei sintomi

3 Giugno 2026
cellule zombie test urine università cambridge

In futuro potrebbe essere facilmente utilizzato negli ambulatori dei medici di base e negli ospedali, anche per monitorare l’efficacia dei trattamenti e rilevare eventuali recidive della malattia.

 

I ricercatori dell’Università di Cambridge, impegnati nello studio delle cosiddette cellule senescenti – note anche come “cellule zombie” – associate alle fasi iniziali del tumore polmonare, hanno sviluppato un innovativo test delle urine che potrebbe trasformare le strategie di diagnosi precoce e migliorare significativamente la sopravvivenza dei pazienti.

Il test, primo nel suo genere, rileva la presenza di cellule senescenti nei polmoni: cellule che hanno cessato di dividersi ma continuano a permanere nei tessuti, rilasciando segnali infiammatori anomali. Questi processi contribuiscono al danneggiamento dei tessuti circostanti e favoriscono la creazione di un microambiente biologico che ostacola la capacità dell’organismo di contrastare la crescita tumorale.

Come riportato di recente sulla rivista scientifica Nature Aging, il team di ricerca ha dimostrato che questo test semplice ed economico potrebbe individuare i primi segnali del cancro ai polmoni mesi, o persino anni, prima della comparsa dei sintomi clinici. Secondo gli autori dello studio, il metodo potrebbe inoltre essere utilizzato per monitorare l’efficacia dei trattamenti e rilevare eventuali recidive della malattia.

Lo studio, sostenuto dal Cancer Research UK, rappresenta un importante avanzamento verso lo sviluppo di strumenti diagnostici più accurati e di terapie personalizzate. I ricercatori ritengono che il test possa in futuro essere impiegato su larga scala all’interno del Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS), sia per la diagnosi precoce sia per il follow-up terapeutico dei pazienti.

Il cancro ai polmoni resta la principale causa di morte oncologica nel Regno Unito, con circa 32.800 decessi ogni anno. Tuttavia, i progressi compiuti negli ultimi anni nella prevenzione, nella diagnosi e nelle terapie hanno contribuito a una riduzione del 22% della mortalità nell’ultimo decennio. In Inghilterra, circa il 65% dei pazienti diagnosticati nelle fasi iniziali della malattia sopravvive per almeno cinque anni, mentre la percentuale scende al 5% nei casi individuati in stadio avanzato.

I ricercatori hanno creato un sensore iniettabile che interagisce con le proteine ​​rilasciate dalle cellule senescenti. Quando queste proteine ​​sono presenti, il sensore innesca il rilascio di un composto rilevabile che compare nelle urine, segnalando i primi segni biologici di resistenza alla terapia e di sviluppo del cancro ai polmoni.

Secondo i ricercatori, l’identificazione precoce è fondamentale per salvare più vite, poiché la malattia spesso recidiva silenziosamente, con pochi o nessun sintomo, fino a quando non si è già diffusa. Rilevando precocemente i segni di sviluppo del cancro al polmone e di resistenza alla terapia, un semplice test delle urine può individuare precocemente il cancro al polmone e la resistenza al trattamento, aiutando i medici a personalizzare e adattare la terapia al paziente e ad iniziarla prima, quando è più efficace. Il team ha confermato i propri risultati utilizzando campioni reali di pazienti e ampi set di dati genetici.

La professoressa Ljiljana Fruk, del Dipartimento di Ingegneria Chimica e Biotecnologie di Cambridge, ha dichiarato: “Il sensore non è ancora stato testato sugli esseri umani; il prossimo passo saranno le sperimentazioni cliniche ed è probabile che ci vorranno alcuni anni prima di poterlo rendere disponibile ai pazienti, ma rappresenta un primo grande passo e un giorno potrebbe essere facilmente utilizzato negli ambulatori dei medici di base e negli ospedali per aiutare a individuare le recidive di questo tumore difficile da trattare molto prima.”

In Inghilterra, quasi la metà (46%) dei casi di tumore al polmone viene diagnosticata in fase avanzataIl professor Daniel Munoz-Espin dell’Early Cancer Institute e co-responsabile del programma sul cancro toracico del Cancer Research UK Cambridge Centre, ha dichiarato: “I nostri studi precedenti hanno dimostrato che le cellule senescenti in risposta alla chemioterapia possono causare resistenza al trattamento e una recidiva aggressiva del cancro al polmone. Abbiamo anche scoperto che le cellule senescenti del sistema immunitario promuovono lo sviluppo del cancro al polmone causando immunosoppressione. Il nostro nanosensore per l’urina potrebbe consentire, in futuro, di individuare precocemente la resistenza alla terapia e lo sviluppo del tumore al polmone nell’ambito della medicina di base.”

Il professor Robert Rintoul del Dipartimento di Oncologia, nonché co-responsabile del Programma per il Cancro Toracico del Cancer Research UK Cambridge Centre, ha dichiarato: “Sono urgentemente necessari nuovi approcci per la diagnosi del tumore al polmone e per la valutazione della risposta al trattamento, al fine di migliorare gli esiti per i pazienti. Questo lavoro costituisce la base per la sperimentazione in studi clinici, con l’obiettivo di un futuro utilizzo nella pratica clinica”.

Patrick Keely, portavoce del Cancer Research UK per l’Inghilterra orientale, ha dichiarato: “Con le nuove tecnologie che aprono le porte a nuove scoperte, stiamo vivendo un’epoca d’oro per la ricerca, come dimostra in modo eloquente questo innovativo test delle urine per la diagnosi precoce del tumore al polmone”. 

 

fonte: Università di Cambridge

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