Brain Digital Twins: i gemelli digitali del cervello

24 Giugno 2026

Tecnologie digitali, intelligenza artificiale e il cervello.

 

Durante la sessione organizzata dal CNR sull’innovazione nelle Life Sciences, tenutasi nell’ambito  dell’evento LAB Italia il 17 giugno 2026, è stato illustrato come, negli ultimi vent’anni, il progresso tecnologico e la realizzazione di infrastrutture sempre più efficienti e potenti abbiano portato allo  sviluppo dei Brain Digital Twins (BDT), ovvero i gemelli digitali del cervello.

L’unità di Neurofisiologia  del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università degli Studi di  Pavia, guidata dal prof Egidio D’Angelo, core partner del progetto EBRAINS Italy (https://ebrains-italy.eu/, promosso dal CNR e finanziato da NextGenerationEU/PNRR), sta sviluppando i gemelli  digitali del cervello. Si tratta di una tecnologia all’avanguardia in grado di simulare l’attività cerebrale  a livello individuale, sia in soggetti sani che in pazienti, spingendosi ben oltre la semplice mappatura  delle proprietà cellulari e tissutali. I BDT, infatti, consentono di studiare le funzioni cerebrali attraverso modelli generativi e predittivi, comprendere e gestire le patologie neurologiche (incluse  quelle neurodegenerative), e studiare nuovi biomarcatori digitali. Questo apre la possibilità di  arrivare ad una diagnosi precoce, addirittura prima della comparsa dei sintomi, con un impatto  rilevante sulla gestione clinica delle malattie. 

Da un lato, il rapido progresso dell’informatica e dell’ingegneria ha favorito lo sviluppo di strumenti  computazionali avanzati in grado di modellizzare l’organizzazione multiscala del cervello, dai modelli  di singolo neurone ai circuiti neurali per arrivare all’intero cervello. Dall’altro, le tecniche di imaging  come la risonanza magnetica (MRI) quantitativa forniscono informazioni dettagliate, sia strutturali  che funzionali, con cui è possibile riscostruire la struttura e la funzione cerebrale e mappare le aree  funzionali su atlanti digitali del cervello (Fig. 1).

Figura 1 I modelli multiscala (dalla singola cellula al circuito) e i dati MRI integrati nel brain digital twin

 

Questi risultati vengono poi rielaborati tramite i modelli neurali che replicano le dinamiche cerebrali  che, dal punto di vista applicativo, permettono di prevedere le alterazioni neurali associate a diverse  patologie, come Demenze, Parkinson Disease, Atassie, Sclerosi Multipla, Epilessie, Schizofrenia  (D’Angelo et al., 2026, preprint). 

Più nello specifico, i dati MRI vengono utilizzati per quantificare alterazioni microstrutturali, come  densità e orientamento dei neuriti, contenuto di mielina e concentrazioni di metaboliti necessari a  costruire un avatar cerebrale personalizzato. Parallelamente, a partire da reti neurali “spiking” vengono sviluppati modelli di campo medio, sia normali che patologici, basati sulle specifiche  alterazioni della malattia studiata (Lorenzi et al., Cerebellum. 2025; Lorenzi et al., npj Syst Biol Appl  2025) (Fig. 2).

Figura 2 Sviluppo di procedure automatiche per trasformare le spiking neural networks nei corrispondenti modelli mean field da  utilizzare nei gemelli digitali delle patologie cerebrali

 

L’integrazione di questi elementi porta alla creazione di BDT personalizzati, capaci di generare  un’attività cerebrale sintetica realistica di specifiche reti neurali consentendo di approfondire i  meccanismi patologici alla base del comportamento umano. 

Ma quali sono i punti di forza e le debolezze di questa nuova tecnologia? Innanzitutto, i BDT rappresentano uno strumento chiave per l’avanzamento della medicina personalizzata. Offrono  simulazioni accurate del cervello contribuendo a migliorare diagnosi e trattamento delle patologie  del sistema nervoso centrale. Inoltre, risultano più efficienti rispetto alle procedure tradizionali, in  quanto consentono test virtuali di farmaci e interventi, riducendo problematiche etiche, rischi clinici  e costi operativi. Costituiscono anche un importante supporto decisionale, fungendo da strumenti  predittivi per medici e ricercatori. Favoriscono inoltre l’accelerazione della ricerca neuro-scientifica,  permettendo di esplorare scenari complessi difficilmente analizzabili direttamente sul cervello  umano. D’altro canto, la dipendenza dai dati, la necessità di uno sviluppo continuo dei modelli, i  costi legati al mantenimento e gestione dell’infrastruttura digitale, e le risorse di calcolo possono  costituire un limite di questa tecnologia. 

Infine, l’integrazione con tecnologie di Intelligenza Artificiale e Big Data consente un miglioramento  continuo delle prestazioni, grazie all’aumento dei dati disponibili e alla conseguente maggiore  accuratezza dei risultati. 

Attualmente, la maturità dei servizi di modellizzazione dei BDT si colloca tra TRL 3 e 7, cioè dal proof  of concept fino allo sviluppo di prototipi. Per questo UNIPV e CNR hanno collaborato allo sviluppo e  al mantenimento dei servizi legati ai DT grazie all’infrastruttura di EBRAINS Italy e al portale dell’hub  di UNIPV (cerebhub.eu). 

Con queste premesse i BDTs sono un’opportunità per generare nuovi paradigmi clinici e sviluppare terapie innovative con validazione in-silico, e sono degli ottimi candidati per i mercati nazionali,  europei ed internazionali (Fig 3).

Figura 3 Proiezioni dello sviluppo futuro dei brain digital twins

 

In conclusione, i gemelli digitali del cervello sono destinati a svolgere un ruolo sempre più centrale  nella medicina personalizzata e di precisione: potranno essere impiegati per migliorare la diagnosi,  prevedere l’evoluzione delle malattie e definire gli approcci farmacologici e interventistici più  appropriati, supportando le decisioni cliniche e perfezionando la profilazione dei pazienti. 

 

Autori dell’articolo: Simona Tritto & Egidio D’Angelo 

Contatto e-mail: neurocomp_dbbs@unipv.it 

Sito web: https://dangelo.unipv.it/ 

 

Referenze

D’Angelo E, Gandini Wheeler-Kingshott, CAM, Destexhe A and Jirsa, V. (2026). Virtual brain models:  a roadmap towards physiological simulation of neural circuits (Version 1). Zenodo.  https://doi.org/10.5281/zenodo.20290851 

Lorenzi RM, Korkmaz G, Alahmadi AAS, Monteverdi A, Casiraghi L, D’Angelo E, Palesi F, Gandini  Wheeler-Kingshott CAM. Cerebellar control over inter-regional excitatory/inhibitory dynamics  discriminates execution from observation of an action. Cerebellum. 2025 Jun 16;24(4):115. doi:  10.1007/s12311-025-01863-6.

Lorenzi RM, Palesi F, Casellato C, Gandini Wheeler-Kingshott CAM, D’Angelo E. Region-specific mean field models enhance simulations of local and global brain dynamics. npj Syst Biol Appl 11, 66 (2025).  https://doi.org/10.1038/s41540-025-00543-9.

 

 

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