Le Infrastrutture di Ricerca del CNR: da asset scientifici a motori di innovazione per il Paese

27 Maggio 2026

Cuore pulsante dell’innovazione scientifica, le Infrastrutture di Ricerca (spesso definite con l’acronimo IR) sono strutture, fisiche o virtuali, che offrono accesso a risorse e servizi per condurre attività di ricerca di eccellenza in specifici ambiti disciplinari.

Si tratta di asset scientifici strategici e potenti motori di innovazione, che da un lato costituiscono nodi fondamentali per la produzione della conoscenza, dall’altro sono strumenti per la sua valorizzazione economica e sociale. Oltre a essere accessibili alla comunità scientifica, infatti, in queste sedi è possibile realizzare forme avanzate di co-sviluppo tra ricerca e impresa, favorendo l’incontro tra competenze scientifiche e bisogni industriali e, allo stesso tempo, accelerare la trasformazione della ricerca in applicazioni concrete, realizzando efficaci processi di trasferimento tecnologico.

Fattore abilitante per l’avanzamento della conoscenza e lo sviluppo dell’innovazione tecnologica, le Infrastrutture di Ricerca sono anche essenziali per affrontare le grandi sfide della società e rafforzare la collaborazione europea e internazionale — un pilastro dello Spazio Europeo della Ricerca (ERA), come dimostrano gli ingenti finanziamenti europei (Horizon Europe) e nazionali (PNRR- Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ad esse destinati. Ma come accedervi? 

In Italia, il Consiglio Nazionale delle Ricerche – principale istituzione di ricerca pubblica al servizio del Paese- è il soggetto che partecipa al maggior numero di Infrastrutture di ricerca di interesse strategico: sul totale di 131 Infrastrutture censite nel Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca (PNIR) 2021-2027, il CNR è, infatti, capofila di 53, di cui 39 classificate ad alta priorità su 74 totali a livello nazionale — una quota che supera il 52% delle IR prioritarie del Paese. Inoltre, il Cnr partecipa, a vario titolo, ad altre 9 IR coordinate da diversi enti italiani (Tabella 1).

         Giuseppe Magnifico

 

Le Infrastrutture di ricerca si configurano come piattaforme aperte, capaci di generare valore, competitività e sviluppo sostenibile: In questo vasto ecosistema, il Cnr si colloca con un ruolo primissimo piano”, spiega Giuseppe Magnifico, Dirigente dell’Ufficio Grant e Infrastrutture di ricerca del Cnr. 

Dal punto di vista della localizzazione, le Infrastrutture di Ricerca possono essere localizzate in un unico sito – single-site, come un grande acceleratore o un laboratorio specializzato — oppure distribuite su più sedi a livello nazionale o transnazionale, come reti di osservatori, biobanche o piattaforme digitali federate. “Ciò che accomuna questi asset così diversi è una caratteristica funzionale precisa: garantire accesso aperto, regolato e strutturato all’intera comunità scientifica — pubblica e privata, accademica e industriale — attraverso sistemi condivisi e in alcuni casi interoperabili”, prosegue Magnifico.

 

Le imprese possono, infatti, accedere a servizi altamente qualificati, utilizzare strumentazione all’avanguardia e collaborare allo sviluppo di nuove soluzioni; partecipare come partner in progetti di ricerca congiunti contribuendo attivamente all’innovazione della propria realtà e dei sistemi nazionali in cui sono inserite. Non meno importante è il ruolo delle imprese stesse come “fornitori” di tecnologie e componenti per le infrastrutture stesse. Da qui il ruolo delle Infrastrutture come fulcro di un ecosistema dinamico, in cui ricerca pubblica e sistema produttivo di rafforzano reciprocamente. Iniziative e strumenti europei e nazionali, come quelli promossi nell’ambito di roadmap strategiche e dei programmi di investimento, consolidano questo modello.

 

131

IR censite nel PNIR

                    53

IR capofila CNR
PNIR

                       39

IR alta priorità
PNIR

                   18

ERIC — CNR  Representing Entity

                         14

Progetti PNRR capofila CNR

 

 

Ambito ESFRI CNR Capofila CNR Partner
Health & Food 16 1
Environment 12 2
Physical Sciences & Engineering 10 5
Social & Cultural Innovation 9
Digital 5
Energy 1 1

Tabella 1 – Distribuzione delle IR a cui partecipa il CNR per ambiti ESFRI

 

Delle 53 Infrastrutture di cui il Cnr svolge un ruolo di capofila, 31 sono inserite nella ESFRI Roadmap (European Strategy Forum on Research Infrastructures), cioè la strategia implementata a livello europeo per definire le politiche di sviluppo delle IR in Europa.  Diciotto di queste inoltre – tra cui ACTRIS, BBMRI, CESSDA, CLARIN, DANUBIUS, DARIAH, ELI, ELIXIR, E-RIHS, EUROBIOIMAGING, ICOS, INSTRUCT, LIFEWATCH, MIRRI, SHARE-ERIC – hanno già acquisito lo status di ERIC, o European Research Infrastructure Consortium, la forma giuridica di riferimento per le Infrastrutture di ricerca paneuropee: per queste il Cnr è Representing Entity per l’Italia”, conclude Magnifico.

Altre Infrastrutture di ricerca sono state istituite grazie al PNRR, che prevede interventi di potenziamento e creazione di nuove IR, nonché lo sviluppo di reti di IR, attraverso la Missione 4, Componente 2.

         Maria Carmela Basile

Il CNR è capofila di 14 progetti PNRR relativi alle Infrastrutture di ricerca e partner in ulteriori 9, con un coinvolgimento complessivo di 52 IR censite nel PNIR. I principi trasversali del PNRR che hanno guidato questi investimenti sono stati digitalizzazione, open science e rafforzamento del capitale umano”, spiega Maria Carmela Basile, Responsabile dell’Unità Valorizzazione della ricerca del Cnr. “Un ulteriore avanzamento nella traiettoria strategica delle IR italiane è stato, poi, rappresentato dal passaggio dal PNRR al Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC). Se, infatti, il PNRR ha guardato la collaborazione con le imprese come una leva strategica per rafforzare economicamente le IR, aumentarne l’impatto e garantire una certa sostenibilità nel tempo, con il PN RIC, invece, si fa un salto di qualità: la collaborazione pubblico-privato non è più solo una traiettoria possibile, ma viene istituzionalizzata, cioè diventa parte integrante e strutturale del sistema. Questo avviene attraverso la creazione di programmi di accesso organizzati alle infrastrutture di ricerca, che non si limitano a favorire il trasferimento tecnologico, ma lo superano in più direzioni”.

Tale consolidamento ha trovato espressione nell’Avviso MUR n. 310 del 18 marzo 2025 “Potenziamento delle Infrastrutture di Ricerca pubbliche che operano in ambito S3 finalizzato all’avanzamento tecnologico delle imprese”, nell’ambito del PN RIC FESR 2021–2027. “Ad esso il CNR ha risposto con 10 proposte come proponente e 8 come co-proponente, abbracciando IR di diverse aree ESFRI”, aggiunge Basile.

 

Il bando ha reso la collaborazione con le imprese un requisito prescrittivo, richiedendo a ciascuna IR di individuare — già in fase di proposta — i soggetti privati da coinvolgere, nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione.

I programmi di collaborazione comprendono: trasferimento tecnologico e sviluppo strategico dell’innovazione; condivisione di tecnologie e know-how; sviluppo di standard e protocolli; formazione e sviluppo del capitale umano. Le attività saranno svolte in modalità open access con accesso gratuito alle facilities, nel rispetto dei principi Open Science e Open Innovation.

Le collaborazioni non si limitano al trasferimento tecnologico in senso stretto: le IR si propongono di avviare anche percorsi di Proof of Concept, ovvero progetti dimostrativi volti ad aumentare il livello di maturità tecnologica (TRL) delle tecnologie brevettate per la loro applicazione industriale o per la costituzione di nuove imprese”, conclude Basile.

 

 

L’ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructures), istituito nel 2002 dal Consiglio dei Ministri per la Competitività e composto dai delegati dei Paesi membri e dalla Commissione Europea, definisce le politiche di sviluppo delle IR in Europa seguendole lungo tutto il ciclo di vita — dalla progettazione alla dismissione. Lo strumento principale dell’ESFRI è la Roadmap ESFRI, aggiornata periodicamente dal 2006 (edizioni: 2006, 2008, 2010, 2016, 2018, 2021), che distingue due categorie: i Progetti ESFRI — IR in fase preparatoria, selezionate per eccellenza scientifica e maturità, con aspettativa di completamento entro dieci anni — e i Landmarks — IR che hanno completato l’implementazione o sono in fase avanzata e legalmente riconosciute. La figura seguente illustra il ciclo di vita di un’IR secondo la Roadmap ESFRI:

La forma giuridica di riferimento per le IR paneuropee è l’ERIC (European Research Infrastructure Consortium), introdotta con il Regolamento (CE) n. 723/2009: un soggetto di diritto europeo riconosciuto automaticamente in tutti gli Stati membri, con piena capacità giuridica e accesso diretto ai programmi quadro europei (Horizon Europe). L’Italia partecipa attivamente a 28 ERIC delle 32 IR europee operative al 2026.

(18 Landmarks e 13 Projects; Tabella 2). Il CNR è di 18 IR già riconosciute come organizzazioni internazionali nella forma di ERIC È inoltre attivamente coinvolto nei percorsi di riconoscimento ERIC di ulteriori 9 IR.

 

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