
L’obiettivo del progetto è sviluppare e validare soluzioni bio-based per la trasformazione della biomassa residuale di origine animale proveniente dalle filiere lattiero-casearia, avicola e ittica in nutraceutici, cosmetici, bioadesivi, fertilizzanti e mangimi per acquacoltura.
I primi risultati del progetto ONE EARTH dimostrano come alcune frazioni residuali della filiera agroalimentare possano essere trasformate in prodotti ad alto valore aggiunto attraverso processi biotecnologici e chimico-fisici innovativi.
Finanziato nell’ambito del programma Horizon Europe, il progetto mira a valorizzare sottoprodotti provenienti dalle filiere lattiero-casearia, ittica e avicola, convertendoli in ingredienti funzionali destinati alla produzione di integratori di omega-3, prodotti cosmetici, mangimi acquacolturali sostenibili, bioadesivi e fertilizzanti organici. A meno di due anni dall’avvio delle attività, il consorzio europeo composto da 15 partner ha già ottenuto risultati concreti.
Tra questi, la produzione di omega-3 a partire da sottoprodotti lattiero-caseari. Ceppi microbici di lieviti e batteri sono stati coltivati utilizzando il siero di latte come substrato di crescita. Attraverso l’ottimizzazione dei processi biotecnologici, sono state ottenute biomasse microbiche e frazioni lipidiche arricchite in acidi grassi omega-3, incluso l’EPA (acido eicosapentaenoico), con potenziali applicazioni nei mangimi per acquacoltura e nei prodotti nutraceutici. Questo approccio può contribuire a ridurre la dipendenza dalle fonti convenzionali di olio di pesce.
Ulteriori risultati riguardano l’ottenimento di peptidi bioattivi da sottoprodotti animali. Da residui della lavorazione del pesce e da piume di pollo sono state infatti estratte frazioni proteiche con attività antiossidante e antimicrobica, che presentano potenziali applicazioni nei settori cosmetico, nutraceutico e nella formulazione di bioadesivi.
Significativi progressi sono stati inoltre raggiunti nell’ottimizzazione dei sistemi di coltura microalgale. Un fotobioreattore a membrana di nuova concezione ha mostrato, in condizioni di laboratorio, prestazioni superiori rispetto ai sistemi convenzionali, aprendo la strada a una produzione più efficiente di composti derivati da microalghe.
Il progetto sta sviluppando nuove catene del valore in grado di collegare le industrie lattiero-casearia, ittica e avicola ai comparti cosmetico, chimico, acquacolturale e agricolo secondo i principi della bioeconomia circolare, favorendo il riutilizzo di materiali residuali come materie prime per nuovi processi produttivi.
La prossima fase delle attività sarà dedicata allo scale-up produttivo e alla validazione dei prodotti bio-based in vista della futura immissione sul mercato. Parallelamente verranno approfondite le valutazioni relative alla sostenibilità economica, ambientale e sociale delle soluzioni sviluppate, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e della Strategia europea per la Bioeconomia.
ONE EARTH è un progetto quadriennale di ricerca e innovazione finanziato nell’ambito di Horizon Europe (giugno 2024 – maggio 2028) e coordinato dall’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Il consorzio riunisce 15 organizzazioni partner provenienti da otto Paesi europei – Italia, Spagna, Croazia, Portogallo, Belgio, Grecia, Germania e Slovacchia – oltre a Svizzera e Ucraina come Paesi associati. La missione del progetto è sviluppare e validare soluzioni bio-based per la trasformazione della biomassa residuale di origine animale proveniente dalle filiere lattiero-casearia, avicola e ittica in nutraceutici, cosmetici, bioadesivi, fertilizzanti e mangimi per acquacoltura.
fonte: Università Politecnica delle Marche



